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La mente può trovarsi in stati diversi , il sonno ,il sogno, la trance,l'ipnosi,l'attenzione fluttuante,
l'estasi,la preghiera,la meditazione,la creatività artistica e scientifica,
l'esplorazione dello spazio e degli abissi marini,l'agonismo sportivo.

Stati della mente pubblica lavori originali o già pubblicati con il consenso degli autori, interviste e recensioni di libri e promuove eventi culturali e scientifici.

Marco Margnelli di Guglielmo Campione




                                                                                        
Ho conosciuto Marco Margnelli, i cui scritti  sugli stati modificati di coscienza seguivo già da tempo -da giovane Psichiatra qual'ero alla metà degli anni 80-con grande interesse al Convegno "Cantare la voce", organizzato da Gianni sassi e  dedicato all'Opera di Demetrio Stratos.
Al convegno ero stato invitato da Gianni Emilio Simonetti,intellettuale, artista visivo, scrittore,amico di Gianni Sassi in tante esperienze innovative italiane e Milanesi come la produzione discografica Cramps , la rivista " La Gola ", il festival internazionale d'arte contemporanea MIlano Poesia.

Al convegno tenni una relazione sui rapporti fra la voce , il rito, la cura, gli stati mentali.

L'intervento di Marco era in programma dopo il mio. Ci incontrammo per la prima volta sulla scaletta del palco : io scendevo dopo la fine della mia relazione e Marco saliva
per la sua. Ricordo che mi sorrise con quel suo sguardo complice e sornione e mi disse : " Bravissimo, non scappare che ti voglio parlare"...

Fui felicissimo per questo incontro e affascinato dal modo così cordiale e poco accademico di un importante studioso essendo abituato all'ambiente universitario, di ben altra spocchia.

E così parlammo. Io gli dissi che conoscevo i suoi lavori sull'Estasi ,le stimmate, la cartografia degli stati di coscienza di Fisher

Dissi anche che ero uno psichiatra ma anche un musicista e che ero molto interessato a fare ricerca sui rapporti fra Musica e stati di coscienza.

Marco mi disse che era interessato e mi invitò a far parte del suo staff di ricercatori del Centro di Via Villoresi 5 a Milano.

Così iniziò per me un'esperienza assolutamente unica e mai più , purtroppo, ripetuta a Milano dopo la partenza di marco per Roma.

Insieme a Marco potetti frequentare Pranoterapeuti, meditatori, artisti contemporanei,ipnotisti, psicoterapeuti,chimici e botanici, neurofisiologi,scultori, esperti di profumi,medici,tutti accomunati dal comune interesse per la ricerca sull'espansione della coscienza e dei poteri mentali.

Stimavo Marco perchè , nonostante il suo colorito entourage, era uomo di grande cultura e uno scienziato di grande rigore metodologico , forse l'unico in quell'ambiente.

Ricordo che , tempo dopo , ebbi l'occasione per conoscere un altro grandissimo neurofisiolgo ed epilettologo che conosceva Marco Giuliano Avanzini, , del Besta di Milano il quale mi raccontò che negli anni 70 in  USA durante un convegno internazionale di NEUROFISIOLOGIA marco era già alla ricerca di possibili applicazioni scientifiche all'area del sacro .

Marco era stato un ricercatore universitario, aveva lavorato col CNr era stato in america e in germania a lavorare , ma aveva trovato l'ambiente accademico troppo chiuso per cui ad un certo punto aveva chiuso: una volta che andammo all'istituto di fisiologia di via Mangiagalli a Milano
per proporre una collaborazione ad un cattedratico per la ricerca di marcatori chimici per le nostre ricerche, Marco mi confido che ancora gli duoleva l'aver rotto i rapporti con l'università, cui riconosceva
quantomeno il potere di attingere a finanziamenti che avrebbero dato alle sue uniche e importantissime ricerche possibilità di sviluppo che in privato in Italia erano e restano scarse, soprattutto per campi di confine come quelli sulla coscienza.

Non ho potuto accompagnarlo mai in uno dei suoi viaggi italiani di studio degli stigmatizzati pur conoscendone a fondo gli scritti.
Lo rividi anni dopo in televisione all'opera " sul campo" e mi colpì molto ma non mi stupì l'atteggiamento attento e rigoroso scientifico e quello umano di profondo rispetto e compartecipazione all'emozioni e alla sofferenza dello stigmatizzato.Ricordo ce diceva sempre io non ho fede religiosa ma riconosco che avere Fede è un dono.

Ricordo che una sera ci invitò nella sede del centro di via villoresi per una conferenza di un suo amico e collega chimico che aveva da poco pubblicato un lavoro nientepopòdimenoche sulla prstigiosissima rivista "Nature".
Si trattava della ricerca sulla chimica ematica delle cosiddette reliquie la piu famosa delle quali era il sangue di s.gennaro di Napoli.
Il chimico tenne la relazione e poi tirò fuori un ampolla contenente un liquido a base (spero di non sbagliarmi)di solfato ferrico in grado di passare dallo stato solido a quello liquido col solo agitare l'ampolla in
cui era contenuto. Tutti provammo e tutti vedemmo.Fu un'altra esperienza importante, emozionante e unica in un contesto assolutamente informale, tipo serata con amici.
Anche questo era Marco.

Poi ci fu lo studio sul Pensiero creativo , forse il momento più intenso e alto della mia storia con Marco e gli altri colleghi come Giorgio galiardi e Perangelo garzia, maria clotilde rossi.
Il lavoro venne presentato da Marco al festival Internazionale Milano Poesia, ssempre sotto la magica direzione di Gianni sassi, che si teneva nello nuovo spazio Ansaldo.

Uno studio putroppo interotto per difficoltà metodologiche e organizzative , che non mi risulta nessuno piu abbia ripreso, che intendeva andare alle fonti del processo creativo studiando in vari artisti divisi per canale sensoriale prevalente (secondo i dettami della scuola ipnotica) il dispiegarsi
della creatività in stato ipnotico. Fu organizzato anche un gruppo di controllo per non artisti .
IO, che , nello staff del centro,mi occupavo dei rapporti fra sonorità e coscienza avevo fatto ricerche a parigi ed avevo conosciuto Verdau Pailles, una musicoterapeuta Francese che aveva elaborato uno strumento testale proiettivo chiamato Bilancio psico.musicale per certi versi il prototipo di un proiettivo Rorschach sonoro
Sulle basi di questa conoscenza avevo prodotto un nastro con tracce sonore elaborate grazie a un campionatore,e a un multieffetto yamaha( battito cardiaco, respiro umano, suoni d'acqua, suoni d'aria,canti esprimenti emozioni di base ecc...)
Marco penso di dividerci in coppie e di assegnarci diversi compiti. Ebbi la fortuna di Lavorare con Giorgio Gagliardi, medico, Ipnotista e psicoterapeuta il collega di Margnelli che avevea insieme a lUi firmato i suoi lavori piu importanti (come la Ricerca sugli Estatici di Medjugorie ecc)
Giorgio ipnotizzava i soggetti , successivamente io somministravo il materiale sonoro, cioè (fornivo i mattoni per la costruzione ) , e quindi potevamo assistere dal vivo all'elaborazione e assemblamento in tempo reale dell'artista o del soggetto non artista e studiarne le modalità.
Lavorammo con scultori,musicisti, maestri profumieri,danzatrici, (cioè con visivi, uditivi,tattili,olfattivo-gustativi e cenestici)che si mostrarono entusiasti e molto interessati al lavoro.

La mia collaborazione con Marco cessò nel 1992 , mentre lo studio era in corso, perchè misi su Famiglia e venni chiamato a dirigere un servizio per la cura e diagnosi delle dipendenze patologiche, compito gravoso che non mi lasciava spazio per altro.

Seppi poi dalla Prof.ssa Bianco, esperta Biochimica universitaria di Pavia, da poco aggregata al centro che Marco se ne dispiacque molto e che ebbe per me parole di grande stima .

Negli anni successivi seguii Marco in Tv su italia 1 in parecchie occasioni, come esperto di Mistica. Seppi dell'incarico di Docente alla scuola AMISI di ipnosi di milano, che anche io avevo frequentato per qualche tempo, prima di tornare al vecchio amore Psicoanalitico .
Ero felice per Lui, sapevo che anche Lui lo era e che finalmente gli veniva corrisposto un ruolo ufficiale di rilevanza nazionale come esperto .

Fu Gian Luigi Simonetti ad annunciarmi la sua scomparsa .Lessi solo un articolo del Manifesto a riguardo.Ho saputo che l'Amisi gli ha dedicato un premio alla memoria.A parte questo Il Provincialismo Italiano scientifico e non ,aveva colpito ancora

Quando conobbi Marco provenivo da una formazione universitaria Psichiatrica di tipo psicoanalitico : mi ero laureato con Savatore Freni  con una tesi sperimentale sull'interpretazione psicoanalitica Bioniana
dell'obesità e specializzato in psichiatria con un lavoro sull'Arte terapia . Provenivo anche però da un'esperienza formativa sul campo con Maya cornacchia, che in seguito presentai a Marco e invitai a far parte dello staff del centro.
Ci incontravamo una sera alla settimana nella vecchia sede del leoncavallo dalle parti di piazzale loreto a milano ,e lì insieme ad un gruppo di 15 persone lavoravamo per 4 ore al buio rischiarato da sole lampade a petrolio e in silenzio con tecniche importate in italia dall'antropologo teatrale polacco Jerzy Grotowsky
e dall'odin teatre di eugenio barba. SI trattava di un training sulla "presenza"dell'attore mediato attraverso l'uso
di tecniche di diversa provenienza, Gurdjeff,mantra,eutonìa,yoga,Tai chi.
In queste particolari condizioni sperimentavamo stati modificati di coscienza.

Marco non condivideva il pensiero psicoanalitico ed era su posizioni cognitivo comportamentali : usava l'ipnosi e il Biofeedback in psicoterapia , in particolare il trining Theta elettroencefalografico
forse il primo in Italia . Con Lui ebbi la possibilità di aprirmi alle scoperte della neurofisiologia
della meditazione,ed alla bibliografia americana sconosciuta all'epoca in italia .
Goleman era ben lungi  dall'essere conosciuto in Italia,ed era stato da pochissimo
collaudato il sistema tomografico PET che ha spalancato le porte allo studio in vivo delle
neurofisiologia umana della coscienza.

Cio che non condivideva Marco di certa Psicoanalisi, ad esclusione di Facchinelli che con l'estasi
e gli stati modificati di coscienza si era già confrontato con la sua famosa opera "la via estatica",
era la tendenza e cortocircuitare lo studio degli stigmatizzati e degli estatici  sui tratti isteroidi e
sui meccanismi di conversione psicosomatici. Non gliel'ho mai chiesto ,ma penso che non avrebbe disdegnato
l'opera di Groddeck , colui che primo, prima di Freud che invece l'ha reso famoso,ha usato il termine
Es per definire l'inconscio. Non so se conosceva BIon ma sono scuro che ne avrebbe apprezzato il coraggio
di guardare al di là .Nonostante questa distanza dalla Psicoanalisi però,a dimostrazione del suo
atteggimaneto scientifico e non ideologico, volle fra i suoi piu stretti collaboratori avere
una psicologa come Maria clotilde Rossi di varese, di indirizzo psicodinamico e non cognitivo
 comportamentale, se non erro, come psicodiagnosta per l'analisi della personalità dei soggetti che studiava

 Eravamo alla fine degli anni 80 , e non si era ancora inaugurata quella feconda stagione di confronto
fra psicoanalisi e neuroscienze che ha visto Solms, Kandell,Gallese, Rizzolato,Mancia in primo piano.

Dopo di allora Le frontiere della conoscenza sulla mente umana  si sono spostate  progressivamente grazie alle scoperte delle neuroscienze rese possibili grazie alle nuove e sofisticatissime
 tecniche di indagine  non immaginabili quando Freud, nel 1985, scrisse il suo “Progetto di una psicologia”.

Kandel ci ha esortato a non disperdere il grande patrimonio di conoscenze cliniche della psicoanalisi e
di utilizzarlo come strumento di orientamento della ricerca biologica in psichiatria.

In Italia Mauro Mancia, mio professore di neurofisiologia alla scuola di Psichiatria della facolta di
 medicina a milano, è stato prima neurofisiologo e poi psicoanalsita,

Mancia ci ha insegnato che non esiste un solo sistema della memoria a lungo termine – quella esplicita,
 verbalizzabile e ricordabile, che riguarda la nostra autobiografia – ma anche la presenza di una memoria sotterranea, implicita, non passibile di ricordo e non verbalizzabile. Ciò permette di ipotizzare che tutte le esperienze infantili dei primi due anni di vita siano depositate in questa forma di memoria che è gestita dall’organo delle emozioni per eccellenza che è l’amigdala. Infatti l’ippocampo, che è indispensabile per la memoria esplicita, non è maturo prima dei due anni di vita.

Un altro contributo importante è stato quello sulla natura del sogno. Lo studio del significato del sogno resta
indiscutibilmente  compito della Psicoanalisi, ma le Neuroscienze hanno offerto importanti contributi sul rapporto del sogno con le varie fasi del sonno e sui circuiti e aree cerebrali interessati alla produzione del sonno.

Esiste quindi un rapporto importante   tra la scoperta della memoria implicita da parte delle Neuroscienze
e il concetto di inconscio di Freud. Il concetto di inconscio di Freud è stato definito dinamico perché appunto
prodotto dinamicamente da un processo di rimozione attivo di quei desideri infantili che non possono essere esauditi.
 Egli distinse una rimozione “originaria” precoce e una rimozione “propriamente detta” più tardiva.
Freud non poteva conoscere le ultime scoperte delle neuroscienze relative al doppio sistema della memoria
(implicita ed esplicita) e pertanto non poteva sapere che in epoca precoce non può avvenire alcuna rimozione
in quanto quest’ultima necessita dell’integrità delle strutture cerebrali, e in particolare dell’ippocampo,
 deputate alla memoria esplicita.

Pertanto l’inconscio non rimosso di cui stiamo parlando è legato alle prime esperienze infantili che non possono essere rimosse.
Nella clinica naturalmente l’inconscio dinamico di Freud permette il ricordo e si manifesta nel transfert attraverso la narrazione, mentre l’inconscio non rimosso, non permettendo il ricordo, si manifesta attraverso la musicalità del transfert e attraverso le funzioni simboliche del sogno.

Neuroscienze e Psicoanalisi oggi possono essere considerate di fatto delle preziose collaboratrici alla scoperta delle funzioni della mente umana : esse sono alleate dal momento che è possibile considerare
alcune funzioni della mente fondamentali per la Psicoanalisi, come quelle di inconscio radicate
nelle funzioni della mente, care alle Neuroscienze, come la memoria. Anche nel sogno è possibile
 trovare delle forme di alleanza anche se il metodo di studio è diverso: le Neuroscienze si occupano
della organizzazione neurofunzionale del sogno e dei trasmettitori coinvolti, mentre la Psicoanalisi è
interessata al significato del sogno e alla sua integrazione con le esperienze affettive ed emozionali più precoci.

Mi sono chiesto in questi anni, Chi sa che avrebbe detto Marco di queste importanti acquisizioni ?
Sarebbe stato orgoglioso del grande ruolo delle neuroscienze , questo è sicuro ! E qualcosa mi dice che avrebbe trovato molto interessante la scoperta fatta da Mancia sulla memoria implicita
e l'inconscio non rimosso : il training theta che lui usava permette di attingere a quegli stati mentali ineffabili lì dove la psicoanalisi che è talking cure non può fare ? che rapporti ci possono essere tra estasi religiosa e memoria implicita degli stadi neonatali e perinatali ? che ruolo assume il corpo in questo affrontare l'ineffabilità di certe esperienze trascendentali ?