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La mente può trovarsi in stati diversi , il sonno ,il sogno, la trance,l'ipnosi,l'attenzione fluttuante,
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Per una Psicoanalisi della Pietra : note sulle sculture di Piero Ragone di Guglielmo Campione

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Paragono la vita umana a una Grande Casa con molte Dimore, due sole delle quali posso descrivere, perché le porte delle altre sono ancora chiuse per me. La prima Stanza in cui entriamo la chiamerò la Camera dell'infanzia, o dell'Incoscienza, dove restiamo finchè non cominciamo a pensare. Rimaniamo lì a lungo, e nonostante le porte della seconda Stanza siano aperte, e abbiano una apparenza invitante, non ci curiamo affatto di affrettarci; ma vi siamo impercettibilmente portati dal destarsi in noi del pensiero; appena entriamo in questa seconda Stanza che chiamerò la Stanza del Pensiero-Fanciullo, la luce e l'aria ci inebriano e non vediamo che delizie e meraviglie, e pensiamo di intrattenerci lì pur sempre felici".

John Keats ( da "Lettere sulla poesia")

L’artista è come “una forza esplosiva trattenuta in una trama [...]; è la nuova idea costretta nell’ambito di una formulazione che non era intesa ad esprimerla” (WR.Bion , Attenzione e interpretazione, 1970, p. 108).



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Panta Rei.
Tutto scorre , come nel famoso epigramma attribuito a Eraclito .
Così nella morbida pietra dei tufi delle sculture di Piero Ragone , paradossalmente la pietra si fa veicolo di movimento , la pietra immobile acquista movenze di mummia sbendata.
Assistiamo attoniti a questa sfasciatura che rivela la carne della pietra , i suoi graffi, le sue ferite, le sue venature, i suoi buchi, i suoi rigonfiamenti.
Un operazione anatomica e archeologica che fiuta nei segni della materia tracce di vite passate che si vogliono vengano alla luce per un esigenza di verità.
La scultura di Ragone è un percorso che unisce i tre momenti del tempo umano attraversandolo ,dando nome e forme agli enigmi della pietra come Edipo di fronte alla Sfinge : i titoli delle opere rivelano la tensione conoscitiva ed epistemofilica dell’autore ,il suo carattere di entronauta legato alla sua Itaca Lucana e ai suoi ipogei trogloditici ma al contempo proiettato in universi paralleli in cui la localizzazione geografica non è che un eventualità.
Freud utilizzò nei suoi studi l'analogia tra psicanalisi e archeologia, perché egli riteneva che entrambe le discipline potessero rivelare realtà perdute, mondi antichi scomparsi o trasformatisi col tempo.
"Come l'archeologo ricostruisce i muri dell'edificio dai ruderi che si sono conservati", scrive Freud nel 1937, "così procede l'analista quando trae le sue conclusioni dai frammenti di ricordi, dalle associazioni, e dalle attive manifestazioni dell'analizzato".
Confrontando le scoperte della psicoanalisi con quelle dell'archeologia, Freud osserva che gli aspetti primitivi della psiche, almeno nelle loro caratteristiche elementari, assomigliavano ai mondi primitivi e selvaggi, e viceversa: come Atlantidi affondate nell'Oceano, egli cercava di portare alla luce i mondi sperduti nella mente umana.

Al di là dell'applicazione clinica , la psicoanalisi ha da oltre un secolo rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per la ricerca sul funzionamento della mente -e quindi dei suoi fenomeni, fra cui l'arte- proponendo chiavi di lettura sul fenomeno della creatività e sull'interpretazione delle forme/contenuto (Bion direbbe contenitore/contenuto) artistiche . Come nasce e si sviluppa un pensiero degli artisti ? Come la scultura utilizza la sensibilità e l'intelligenza (Howard Gardner) tattile- cenestetica , oltre che quella , visiva per giungere ai suoi prodotti ? Freud diceva che il lavoro dello psicoanalista è simile a quello del metodo scultoreo Michelangiolesco : si lavora più a togliere che a mettere (si libera il soggetto del ridondante -vedi le prigioni di Michelangelo)

Secondo W.R.Bion è possibile contattare il livello protomentale, cenestetico-musicale,pre simbolico,preverbale,dell'essere che è relativo al periodo della nostra esperienza fetale e che è depositato in quella che mauro mancia chiamava memoria implicita ( la memoria consueta dell'esperienza è invece quella procedurale a cui è possibile accedere con la parola e il ricordo...) I fenomeni allo stadio protomentale sono contemporaneamente, somatici e psichici. Bion rappresenta il sistema protomentale come qualcosa in cui il fisico e lo psicologico o mentale si trovano in uno stato indifferenziato. L'inconscio è un insieme di rappresentazioni che muovono dalla primitiva esperienza sensoriale. Questa è il punto di partenza per la rappresentazione del mondo.La mente si basa cioè su corrispondenze interno/esterno.Il mondo interno alla psiche si forma così: si prende dentro ciò che sembra generare una buona sensazione fisica e invece non si prende , ma anzi si espelle ciò che è vissuto come spiacevole .Il sistema mentale per operare ha bisogno di corrispondenze interno/esterno e la rappresentazione capace di innescare il processo dell'esperienza è l'Affetto. Gli elementi grezzi dell'esperienza protomentale sono gli elementi Beta. Il pensiero e i suoi prodotti , fra cui l'arte, si forma attraverso la elaborazione di questo materiale mentale grezzo( el.beta) in mattoni per la costruzione del pensiero che Bion chiama elementi alpha che rende possibile il sogno ed ogni altra attività mitopoietica. Il pensiero ha quindi una forte componente di fisicità-corporeità che gli proviene dall'esperienza sensoriale primitiva e questo fa della scultura una modalità molto vicina all'origine del pensiero.


Così nelle sculture di Ragone assistiamo a nascite, rimozioni, rinascite, gemmazioni , voli, viaggi dell’io,assistiamo a tutta una vita che scorre in slow o fast motion a seconda dello stato di coscienza in cui versiamo e della percezione che ne è influenzata.
Vediamo piu che guardare per mezzo di queste sibille pietrose in cui la materia glorifica il suo appartenere allo stato minerale ma già allude ad una tensione interna verso gli altri regni della Realtà vivente , il vegetale (la gemmazione) e l’animale, il corpo sottile .
Ed insieme, in una sorta di fruizione sinestesica, al contempo possiamo cinestesicamente sentire coi sensori del corpo la torsione , lo spasmo del viscere , il graffio profondo nella carne viva, il foro che mi trapassa, o udire arcaici suoni di unghie sull’ardesia o il liquido affondare dello scalpello nel burroso tufo che docile si arrende alla mano dell’autore che interroga, individua sentieri, orme, tracce che si fanno premesse di senso, promesse di senso ,epifanie di connessioni di senso .

In questo vorticare di forme e di tempi e memorie dalla vaga risonanza greco cicladica , la sfera si pone come elemento conchiuso in sé, nella sua perfezione totalizzante che tutto riassume e comprende, nella sua prepotente armonia, uovo cosmico sede di tutte le potenzialità , simbolo di tutto ciò che è in nuce, in pectore,in fieri.
Da una parte il caso della Pietra dall’altro la necessità della sfera, da una la regola dell’armonia dall’altra la trasgressione tutta umana che non vuole fermarsi al deja vecu ma andare oltre e farsi creatore rivaleggiando con Dio anche a costo di perdere l’eden .