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Blog fondato da Guglielmo Campione www.guglielmocampione.it

La mente può trovarsi in stati diversi , il sonno ,il sogno, la trance,l'ipnosi,l'attenzione fluttuante,
l'estasi,la preghiera,la meditazione,la creatività artistica e scientifica,
l'esplorazione dello spazio e degli abissi marini,l'agonismo sportivo.

Stati della mente pubblica lavori originali o già pubblicati con il consenso degli autori, interviste e recensioni di libri e promuove eventi culturali e scientifici.

LA SCRITTURA DEL FULMINE E LA SCRITTURA DEL FLUSSO di Guglielmo Campione

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Quest’estate trascorsa in Jamaica ho recentemente sperimentato ,più forse per un regalo del caso che per altro, un singolare e nuovo modo di sentire il rapporto con il fuori di me: pioveva sia in me che al di là di me,un fulmine nella notte poteva diventare l’immagine d’un modo di conoscere, l’afa e l’acqua trasudante dal corpo fungevano come un unicum percettivo in grado di ignorare i confini corporei e la delimitazione convenzionale degli stati fisici in favore di uno stato di benefica oscillazione beneficamente insicura e foriera di nuovi stimoli .
Da un punto di vista concreto e occidentale si facevano buona compagnia la teoria della specializzazione emisferica delle funzioni cerebrali di Roger Sperry (emisfero sinistro logico e razionale dominante analitico lineare orientato sequenziale e un emisfero destro intuitivo analogico sintetico simultaneo immaginativo , i concetti di polarità conscia e inconscia e maschile femminile) , i suggerimenti del tempo particolarmente afoso e temporalesco e la passione per la scrittura e il disegno.
Per la scrittura direi che essa è corpo e ,per ciò stesso, essa sta in rapporto con l’elemento incorpoeo psichico come tutto ciò che porta il peso e l’inerzia della materia.
Cosi essa può farsi pesante sotto il peso di un’anima gravida dei vari vissuti  o farsi arzigogolata e barocca simultaneamente ad un essere lezioso e mellifluo dell’anima
Per far ciò la scrittura si presta all’anima nel suo discorrere per contenuti parole vocaboli e dunque convenzioni.
Si potrebbe dire che in quest’uso dello scrivere la comunicazione avviene ancora sotto il beneplacito della tendenza raziocinante emisferica cerebrale sinistra
D’altro canto il contenuto, il significato, la parte convenzionale del testo non è certo l’unico medium utilizzabile in scrittura : v’è cioè un parlare, un sussurrare sottile attraverso il ritmo e la melodia e dunque attraverso la musicalità del testo: un cantare la gioia e la melanconia attraverso un ritmo narrativo vivace o monotono.
La stessa musicalità d’altronde disegna figure nello spazio della mente e ciò per quanto arduo può essere possibile anche al di là di ciò che si sa avvenga in stati di coscienza modificati.
In questo riconciliarsi con micro e macrocosmo dove ogni immagine può avere una sua corrispondenza ed è finalmente possibile  uscire dalla prigione umana dell’attribuzione antropocentrica di cosa a ciò che è inanimato , l’ascolto si fa attento e ossequioso e la vista torna a vedere.
Allora osservando un fulmine o  un lampo noi ci riappropriamo di tutto ciò che esso è per sé stesso e per noi : un chiarore fra bui ,un presente tra passati e futuri, uno schiocco fra silenzi,un celeste fra neri e blu di prussia, e cosi ugualmente un’intuizione, un’ idea ,un flash back.
Quale più fedele mezzo per comunicare attraverso l’occhio e l’inchiostro personale che vuole trascendersi se non comporre l’immagine con la stessa brevità e velocità del fulmine?
Alla luce delle moderne teorie neurofisiologiche potremmo dire che l’emisfero sinistro viene by passato,  cortocircuitato in favore dell’emisfero destro intuitivo e senza divisioni spaziali /temporali e che attraverso ciò il compositore  e il suo interlocutore giungono prima e meglio al cuore delle cose.
Dopo LA SCRITTURA DEL FULMINE, ho sperimentato LA SCRITTURA SECONDO FLUSSO DI COSCIENZA (resa famosa da joyce nel suo Ulisse e, pur con le dovute differenza, da J.Kerouak nei “Sotterranei” ) richiamando l’archetipo e la forma universale dell’ immagine di eterno fiume .
Questo stile di scrittura  risulta invece corrispondere simultaneamente e sincronicamente alla modalità di flusso continuo che l’ attività mentale segue nel suo originale prodursi.
Anche qui l’emisfero sinistro viene saltato insieme alla punteggiatura e con le regole sintattiche van via anche le eccessive pretese della mente- cocchiere e i cavalli dell’ anima ormai liberi corrono per il non si sa come si puo vedere nel breve esempio seguente :


Sudare colare stillare pisciare erano quattro modi diversi di vivere sotto il sole tentando di non morire in realtà tutto era di acqua e questo grazie al fuoco che ardendo nel cielo tirava a se l’acqua dai nostri corpi attraverso intermedi stati vaporosi cosi pisciare non era affatto diverso da sudare e se lo era lo era per una pura questione di colore per il resto ve lo assicuro era proprio uguale ed era molto dolce vivere in rapporto col fuori cosi senza il senso dei confini interni proprio come senza pelle dentro e fuori e viceversa che tra passavano uno nell’altro osmoticamente e soavemente tu bevevi e dopo un po’ ti sentivi bagnato come se si fossero aperti nuovi canali fra vene e aria o fra lo stomaco e la pelle e riconoscevi la tua cara birra in goccioline calde stillarti dalla pelle o sberluccicare dall’uccello bocca stomaco e pelle come i suoi compagni avevano smesso di litigare infatti da un po’ ed ora non v’era ragione di fare a gara v’era solo da giocare con tutta quell’acqua circolante e in fin dei conti non v’era che da risentirsi bambini contenti di sguazzare nelle pozzanghere cic  ciac schizzando dappertutto sui passanti ingenuità e simple minds in faccia a quei mille seriosi barboni che infestano di lame e coltellacci analitico logici il circondario di sogno che s’era creato e loro ad impazzire per cercare di capire sezionare riprovare sperimentare valutare analizzare ricondurre tutto e porre nessi vecchi strozzini e mangia vite dalle lunghe barba  e gli abiti purulente macchie torbide da bandire e circoscrivere ed estirpare e ripulire poi con cerotti e arcobaleni azzurri elettrici e maliziosi viola folli rossi e divertenti bianchi frizzanti gialli per insegnare a ridere sempre e ad iniziare cosi ogni processo evolutivo mandando al diavolo le leggi e tutto ciò che non vuole la gioia di vivere con passione follia promesse e immediati tradimenti perche la velocita della mente non può che farci odorare proprio che pochissime coincidenze con quello che programmiamo coi bisogni della carne che vuole essere cucinata con poca o molta cipolla non so perche fischia l’orecchio della mano scrivente mentre da sinistra romba solitario un tram sferragliante a mezzanotte nella città bollente di puttane agli angoli delle strade e di finestre spalancate dove mille flash azzurri di televisori bombardano la via di melensi non sensi e di brodi di giuggiole lontani mille km da fantastiche e fantasmatiche cosce lunghe e abbronzate e rifatte più o meno un centinaio di volte all’officina estetica del così devi aprirle per piacere noi cosi vogliamo per fare quello che occorre si faccia e dunque disinserisci cara la parte cosciente del movimento e pure quella piramidale volontaria che non ci serve proprio più oh non so se rendo l’idea come potremmo basterebbe spalmarci di tanti creme caramelle e rotolarci nella crema gelida leccando giganteschi segnali stradali sgocciolanti di divieti trasgrediti e continuare la corsa ai vini più frizzanti e raffinati e più bianchi per arrivare a volerne proprio uno che sappia di neve e seppellirci cosi gatti ibernati e conigli da cucinare o mani bluastre da addolcire con baci gelidi e raggomitolanti fin nelle ossi di seppia del mistero tentacolare di ventose oceaniche avviluppanti e femminili”.



Epiphaino, il nuovo libro di Guglielmo Campione: quando nella "sfida poetica" la parola passa fra italiano, latino e greco

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di Guglielmo Campione

164 pp.; Euro 15,00

ISBN 9788899459765




CLICCARE PER LEGGERE LA PAGINA DEL LIBRO SUL CATALOGO DELLA CASA EDITRICE  :          EPIPHAINO di Guglielmo Campione   : 








Scrivere poesie è già di per sé una sfida, piacevolissima ma pur sempre una bella sfida. Pubblicarle – oggi e nel panorama editoriale italiano – è una sfida ancora più impossibile. Eppure le composizioni di Guglielmo Campione meritano, crediamo, di trasformare l'impossibile in possibile. E non basta, perché in Epiphaino c'è ancora di più: la sfida di far parlare non solo la propria lingua materna, l'italiano, ma anche le lingue classiche, in un contrappunto abilmente dosato dal traduttore, il classicista e filologo Mariano Grossi.

Il volume presenta una scelta delle composizioni poetiche di Guglielmo Campione, dove la parola (il verbum) assume una funzione pregnante e si rivolge al lettore con una forza sempre inattesa, frutto di una ricerca lessicale e tematica profonda e mai banale. Il significato della parola poetica è ulteriormente arricchito dal confronto con le due traduzioni – in lingua latina e in greco antico – che Mariano Grossi, filologo e classicista, ha affiancato a ogni singola composizione, evidenziandone le radici più lontane e, paradossalmente, sottolineandone l’attualità.


L’autore
Guglielmo Campione, studi classici presso il Liceo Quinto Orazio Flacco di Bari, dal 1976 vive e lavora a Milano come medico psichiatra e psicoanalista, apprezzato blogger (Stati della mente) e scrittore. È autore di libri di analisi del mondo contemporaneo e psicoanalisi, dei libri di poesia Cuore di giovane maschio ferito(2017) e Il lungo cammino del fulmine (1a ed. 2015, 2a ed. 2017), tradotto in inglese, portoghese, spagnolo, francese e tedesco. Coautore di Quando scoppiò la pace, 25 aprile 1945, antologia di racconti (Universitas Studiorum, 2017). Suoi racconti sono pubblicati sulla pagina antologica Letture da metropolitana.

Il traduttore
Mariano Grossi, già ufficiale dell’Esercito, studi classici presso il Liceo Quinto Orazio Flacco di Bari, laureato in Lettere Classiche presso la locale Università, è autore di un articolo sull’Esordio del Mimo VI di Eronda pubblicato nel 1984 sulla rivista specialistica «Rheinisches Museum für Philologie». Critico letterario e collaboratore di «Art litteram», rivista on line, per recensioni di autori contemporanei e articoli di filologia classica sulla composizione matematica nei classici da Omero a Virgilio, Orazio e Dante.