.

Blog fondato da Guglielmo Campione www.guglielmocampione.it

La mente può trovarsi in stati diversi , il sonno ,il sogno, la trance,l'ipnosi,l'attenzione fluttuante,
l'estasi,la preghiera,la meditazione,la creatività artistica e scientifica,
l'esplorazione dello spazio e degli abissi marini,l'agonismo sportivo.

Stati della mente pubblica lavori originali o già pubblicati con il consenso degli autori, interviste e recensioni di libri e promuove eventi culturali e scientifici.

IPPOCRATE , LA DELAZIONE DEI CLANDESTINI E LA SCISSIONE PROIEZIONE PER DECRETO LEGGE

di Guglielmo Campione Sono passate poche settimane dalla "Guerra e gli stati di coscienza " ed un altro lampante esempio sociale , questa volta ahi noi italiano , di cieco uso di scissione -proiezione sale alla ribalta. Mentre si combatte una incredibile battaglia sulla dolorosa condizione di Eluana Englaro e della sua famiglia a colpi di verità assolute e indimostrabili , si sforna un nuovo decreto che chiede ai medici di denunciare alla pubblica autorità i malati che risultino clandestini. I medici , per chi non lo sa, prestano giuramento solenne a una legge morale redatta da Ippocrate nel V secolo a.c e si impegnano , fra le altre cose a "(...)Scegliere' il regime per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, astenendomi dal recar danno e offesa(...)".Il testo moderno del giuramento recita in particolare :"curerò tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica". L'unica caratteristica assoluta della legge terapeutica, dunque , è il riconoscimento dell'Altro Essere rinunciando scientemente con un atto volontario e razionale all'uso della divisione tra buono e cattivo , nero e bianco, donna e uomo, clandestino o regolare,cristiano o musulmano, di sinistra o di destra. La complessità del reale e la sua irriducibilità all'uso dell'antinomìa e del contrasto forzato degli opposti , di certo spaventa , come nei grandi gruppi induce depersonalizzazione, timore di annichilimento dell'identità e i confini dell'Io vacillano vertiginosamente. Se ne produce di converso un ingenuo, per quanto comprensibile, tentativo di semplificazione per ristabilire i confini e la densità dell'Io. Ma si dimentica in tal modo che la vita è sempre molto vicina alla morte, così come il bianco al nero, il maschile al femminile e che i confini sono più figli del concetto di mappa che di quello di territorio