.

Blog fondato da Guglielmo Campione www.guglielmocampione.it

La mente può trovarsi in stati diversi , il sonno ,il sogno, la trance,l'ipnosi,l'attenzione fluttuante,
l'estasi,la preghiera,la meditazione,la creatività artistica e scientifica,
l'esplorazione dello spazio e degli abissi marini,l'agonismo sportivo.

Stati della mente pubblica lavori originali o già pubblicati con il consenso degli autori, interviste e recensioni di libri e promuove eventi culturali e scientifici.

Mr.Bean e il disturbo schizotipico di personalità. di Maria Rita Milesi.





Chi non si è stupito e divertito di fronte alle espressioni insolite, alle affermazioni sorprendenti, alle idee stravaganti e al comportamento eccentrico di Mr. Bean, il famoso personaggio interpretato da Rowan Atkinson? 

Che descrizione daremmo del carattere di Mr. Bean? Sicuramente ciascuno di noi direbbe che il suo modo di essere si discosta molto dalla media dei comportamenti della gran parte delle persone. In termini tecnici riconduciamo tali caratteristiche di comportamento, compreso il particolare modo di porsi in relazione con gli altri, ad un disturbo di personalità, più specificatamente al Disturbo Schizotipico di Personalità.

Mr. Bean è un personaggio immaginario interpretato dall’attore britannico Rowan Atkinson e protagonista della serie televisiva omonima. 

La stravaganza di Mr. Bean colpisce immediatamente lo spettatore.

 Innanzitutto, Mr. Bean si veste in maniera piuttosto singolare: indossa sempre una giacca di tweed marrone, una camicia bianca, una cravatta rossa e pantaloni marrone scuro. Guida un’automobile utilitaria, una Mini, di un improbabile colore verde acido. Come migliore amico ha un orsacchiotto, Teddy; vive solo da sempre, ma a volte frequenta, con esiti spesso disastrosi, una ragazza di nome Irma Gobb e due amici, Rupert e Hubert.

Il suo modo strampalato di comportarsi e di relazionarsi con gli altri sembra delineare dei tratti di personalità molto particolari.

Ma cosa intendiamo con il termine “personalità”? 

La personalità è un sistema comportamentale specifico per ciascuno di noi, che è sostenuto sia da fattori genetici (che vanno a costituire il nostro temperamento), sia da fattori ambientali (le nostre esperienze di vita) Per “tratti” di personalità intendiamo dei modi costanti di percepire, rapportarci, pensare, nei confronti di noi stessi e dell’ambiente che ci circonda.

Quando questi tratti diventano “patologici”?

 Quando, non solo sono costanti, ma anche “rigidi” e “non adattivi”. In altre parole, tali tratti hanno caratteristiche che non sono modificabili dall’esperienza e dalle situazioni esterne con cui ci si confronta: in sintesi, non permettono di adattarsi in modo adeguato alla realtà che ci circonda.

Quando un certo insieme di tratti di personalità patologici tendono a coesistere e a determinare una sofferenza per la persona stessa o per gli altri si delinea un quadro di personalità morboso: un Disturbo di Personalità.

Esistono diversi Disturbi di Personalità, ma quello specifico che sembra caratterizzare il personaggio di fantasia Mr. Bean è il Disturbo Schizotipico di Personalità.

La caratteristica essenziale del Disturbo Schizotipico di Personalità, secondo il Manuale Statistico Diagnostico dei Disturbi Mentali DSM-IV-TR (American Psychiatric Association, 2000), è un quadro pervasivo di deficit sociali ed interpersonali, accentuati da un disagio acuto nelle relazioni strette, da distorsioni cognitive o percettive, ed eccentricità nel comportamento. Più specificatamente, le persone con questo disturbo presentano almeno cinque tra le caratteristiche di seguito descritte.

 Per renderle più comprensibili, vedremo come alcune di queste ben rappresentano il modo di essere di Mr. Bean.

Comportamento o aspetto strani, eccentrici o peculiari. Sono sicuramente i tratti che più caratterizzano le persone con questo disturbo. Infatti, questi soggetti sono spesso considerai strani o eccentrici a causa di insoliti manierismi, di un modo di vestire spesso trasandato, non coordinato, e di una disattenzione per le convenzioni sociali (per esempio, la persona può evitare il contatto visivo, indossare abiti macchiati di inchiostro e sgraziati, ed essere incapace di unirsi al battibeccare ironico dei colleghi). 

Dell’abbigliamento stravagante di Mr. Bean abbiamo già parlato.

 Rispetto al comportamento, in un episodio vediamo che si reca ai grandi magazzini, usa una patata per provare uno sbucciapatate, misura le pentole con un pesce e mette nel proprio cesto un telefono del banco di una cassa perché convinto sia l'unico funzionante. 

In un'altra puntata, Mr. Bean inizia a scegliere le cose da portarsi per un viaggio, ma la valigia che ha a disposizione è troppo piccola per contenerle tutte. Per rispettare la capienza della valigia decide di mettere due scatolette, una sola scarpa, un tubetto di dentifricio svuotato, dei pantaloni tagliati a metà e uno spazzolino spezzato in due. Accortosi di avere già dei pantaloni corti e, soprattutto, una valigia più grande, decide di mettere quella più piccola all'interno di quest'ultima.

Idee di riferimento. 

Le persone con questo disturbo tendono a interpretare segnali ambientali del tutto neutrali come se fossero negativi e dannosi e, soprattutto, riferiti a se stessi. Per esempio, entrando in una stanza piena di gente, pensano che tutti smettono di parlare proprio perché stavano dicendo qualcosa su di loro. In diversi episodi della serie televisiva vediamo che Mr. Bean è molto competitivo: interpreta spesso come sfida un normale gesto altrui e si impegna molto per vincere la sfida da lui stesso lanciata.

Credenze strane o pensiero magico. 

Sono persone superstiziose, o preoccupate da fenomeni paranormali (per esempio credono nella chiaroveggenza, nella telepatia o nel "sesto senso") tanto che il loro comportamento ne risulta influenzato. In un episodio della serie Mr. Bean deve sostenere un esame di matematica a scuola: seduto al banco vi deposita diversi portafortuna, tra cui una grande quantità di penne e una pantera rosa di gomma.

Pensiero e linguaggi strani. 

Queste persone possono usare le parole con un significato inusuale o in un contesto insolito (per esempio, la persona può affermare di non essere stato "parlabile" al lavoro). Il loro senso dello humor è bizzarro. Il modo di esprimersi di Mr. Bean aderisce senz’altro bene a questa descrizione.

Sospettosità o ideazione paranoide. 

Le persone con Disturbo Schizotipico di Personalità sono spesso sospettose, e possono credere che gli altri abbiano cattive intenzioni nei loro confronti (per esempio, credere che i loro colleghi di lavoro siano intenti a distruggere la loro reputazione con il principale). In uno degli episodi, Mr. Bean si reca in un locale con Irma Gobb, la sua “fidanzata”, dirigendosi verso una sala dove si tengono dei giochi di prestigio: credendo che il mago che fa sparire il suo orologio glielo voglia rubare, Bean inizia a rovinare lo spettacolo apparendo e uscendo sempre dalla cabina quando non è il momento.

Affettività inappropriata o coartata.

 Solitamente queste persone non sono capaci di utilizzare l'intera gamma di affetti e di condotte interpersonali necessarie per riuscire nelle relazioni, quindi spesso sembrano interagire con gli altri in modo inappropriato, rigido o limitato. Non è facile stabilire una relazione affettiva con loro. In una puntata Mr. Bean va al cinema con Irma: dopo aver comprato un cestello di popcorn grande per lui e uno piccolo per lei, Bean si siede in una sala dove proiettano un film dell'orrore iniziando a disturbare gli altri spettatori e a prendere in giro Irma.

Nessun amico stretto o confidente. 

Queste persone vivono come problematico l'avere a che fare con gli altri, e come disagevole mettersi in relazione con altre persone. Hanno un desiderio ridotto di contatti intimi. Come risultato, di solito hanno pochi o nessun amico intimo o confidenti, eccetto i parenti di primo grado. Mr. Bean ha pochissime relazioni: festeggia serenamente il suo compleanno ad un ristorante di lusso da solo, dopo aver regalato a se stesso una cartolina di compleanno.

Eccessiva ansia sociale.

 Nelle situazioni sociali, particolarmente quelle che coinvolgono persone non familiari, sono ansiosi. Interagiscono con le altre persone quando devono farlo, ma preferiscono stare per conto loro, poiché sentono di essere diversi, e proprio non si "inseriscono". Un lato del carattere di Mr. Bean è un grande senso del pudore e della vergogna nei confronti degli altri; una sua tipica gag è vergognarsi di compiere azioni normalissime e di ricorrere a stratagemmi astrusi per farle senza farsi notare, fosse anche solo mangiare una caramella. Il disagio di Mr. Bean con le altre persone si evince anche da questa scena. Va in spiaggia dove incontra un altro bagnante, seduto su una sedia e indossante occhiali scuri. Per non spogliarsi di fronte a lui, Bean tenta di indossare il costume senza mostrarsi nudo ma, quando finalmente ci riesce, scopre che l'uomo da cui non voleva farsi vedere è cieco.

Esperienze percettive insolite. 

Un’ultima caratteristica di chi soffre di questo disturbo è la presenta di alterazioni percettive, incluse illusioni corporee (per esempio, sentire la presenza di un'altra persona, o sentire una voce che mormora il proprio nome. Un altro esempio: di notte, quando c’è poca luce, possono scambiare il ramo di un albero per un mostro).

Il Disturbo Schizotipico di Personalità non è molto conosciuto (a differenza di altri, ad es. il Disturbo Narcisistico di Personalità), probabilmente perché è poco frequente nella popolazione - si manifesta approssimativamente nel 3% della popolazione generale. Può essere leggermente più comune nei maschi.
Le persone con il Disturbo di Personalità Schizotipico raramente cercano l’aiuto di un terapeuta. Possono essere ridicolizzati dagli altri come “strambi”, “disadattati”, oppure possono essere semplicemente lasciati soli a condurre un’esistenza appartata e riservata. Il loro isolamento può indurre i familiari a rammaricarsi per loro e a cercare di aiutarli a stabilire un contatto con le altre persone. Spesso sono i familiari a insistere perché si facciano curare. In altri casi, anche se poco frequenti, questi soggetti decidono di propria volontà di affidarsi ad un terapeuta a causa della loro dolorosa solitudine.


American Psychiatric Association (2000). DSM-IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fourth Edition, Text Revision. Edizione Italiana: Masson




Dott.ssa Maria Rita Milesi

www.mariaritamilesi.it



'Ordine degli Psicologi della Regione Lombardia n. 03/8117 dal 24/03/2004


Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità, e successivamente la specializzazione in Psicologia Clinica, presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.


Formazione in Psicoterapia Psicoanalitica.

Master di II Livello in Sessuologia Clinica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Pisa.

Psico-oncologo di II livello della Società Italiana di Psico-Oncologia (SIPO)


Dal 2007 al 2013 ha insegnato presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, in qualità di Professore a contratto. Ha tenuto per diversi anni i corsi di "Psiconcologia" e "Applicazioni di Tecniche del counselling" e ha seguito come relatore o correlatore numerose tesi di laurea degli studenti dell’Ateneo e svolto il ruolo di tutor per i tirocini post-laurea .

Nessun commento:

Posta un commento